Lunedì 11 Dicembre 2017
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Il Comune di Sanfront è uno dei pochi che, nel corso del 2016, riuscirà a realizzare parecchie opere pubbliche, nonostante i vincoli imposti dalla legge, che obbliga gli enti pubblici a "congelare" fondi che in passato venivano invece utilizzati per dei lavori.
"Siamo riusciti a fine anno ad inserirci nelle maglie strette del patto di stabilità e così adesso possiamo utilizzare importanti risorse per una serie di progetti qualificanti per il paese" ha spiegato il sindaco Emidio Meirone sabato 30 aprile durante il consiglio comunale.
Ben 20 i punti all’ordine del giorno, tra i quali spiccava l’esame ed approvazione del bilancio di previsione 2016 con tutti i relativi allegati.
Tutte confermate le aliquote, senza alcuna variazione.
Ferma l’addizionale Irpef allo 0,35%. "Ero convinto venisse abbassata, ma la approviamo perché era l’aliquota prevista da noi" ha osservato dalla minoranza Roberto Moine. "Escluso Rifreddo, è l’aliquota più bassa rispetto agli altri Comuni" ha replicato il sindaco.
Anche la Tasi è stata confermata nella misura dell’1 per mille. Nessuna variazione pure per le aliquote Imu, così come per la Tari (tassa rifiuti) i cui introiti devono coprire il 100% dei costi del servizio. Da rilevare che il consigliere di minoranza Annarosa Rudari ha invitato la maggioranza a "fare qualcosa, visto che Sanfront è maglia nera nella percentuale di raccolta differenziata".
Le hanno risposto il sindaco ed il consigliere Laura Borsetti precisando che presto verranno fissati incontri con le scuole per sensibilizzare i ragazzi alla differenziata, con l’obbiettivo di raggiungere almeno il 40% a breve termine.
Tutte queste deliberazioni sull’impianto tariffario sono state approvate all’unanimità. Al momento dell’esame del bilancio vero e proprio, che pareggia sulla cifra di 3.748.696 euro, l’ex sindaco Moine ha chiesto di conoscere gli investimenti in programma ed il sindaco ha fornito l’elenco.
320.000 euro saranno impegnati in opere stradali. La parte più consistente (oltre 200.000 euro) sarà destinata alla radicale sistemazione della centrale Piazza Statuto. Con il resto si interverrà su: Via dei Bianchi, Via Pretta, Via Comba Gambasca, Via San Bernardo.
85.000 euro è la somma disponibile per interventi di disboscamento selettivo, derivanti dal piano di sviluppo rurale, ambito forestale.
225.000 euro sono invece riservati al completamento del fabbricato ex asilo, con sistemazione del terzo piano e posizionamento di un ascensore.
Altre risorse sono state previste per le strade interpoderali, per la gestione di Balma Boves e per iniziative in campo sociale.
Ha quindi preso la parole il vice sindaco per illustrare i lavori che interesseranno la piazza e che saranno realizzati dopo l’Assunta.
"L’obbiettivo è dare nuova vita al centro. L’asfalto sarà conservato per i soli spazi riservati al transito delle auto, mentre i parcheggi saranno in pietra. Verranno anche ricavate delle aree pedonali con del verde e si chiuderà al traffico Via Roccavilla, di fianco all’ex cinema comunale" ha spiegato Silvio Ferrato.
"L’intenzione è quella di rendere più vivibile la piazza, mentre ora è sostanzialmente un’area di passaggio. Senza stravolgimenti, ma si procederà ad una razionale rivisitazione generale" ha aggiunto l’assessore Eva Grande.
Wi-fi libero, telecamere, rivitalizzazione del centro storico sono stati altri argomenti trattati.
"Il nostro gruppo si asterrà. Capisco i tempi difficili, le complicazioni legate al bilancio, il personale che lavora male ed al quale va tutta la mia solidarietà. Questo bilancio non è un fulmine di guerra, ma qualcosa c’è, per cui ci asteniamo. Spero soltanto che i lavori previsti vedano la luce, perché in questi due anni si è fatto poco, se non alcuni interventi stradali, con modalità per di più discutibili" ha osservato a nome dei consiglieri di minoranza Roberto Moine.
In chiusura di consiglio una vibrante polemica tra le opposte fazioni su un argomento apparentemente secondario: l’alienazione e sdemanializzazione di un reliquato stradale in Via Giannotti, per il quale è stata redatta una perizia di circa 3.000 euro, ritenuta eccessiva dalla minoranza.
"Preciso che siamo assolutamente d’accordo sulla vendita, ma non sul prezzo fissato. 600 euro al metro quadro quando, in un recente caso simile, la stima era stata di 10 euro al metro quadro, mi sembra in giusto ed immorale. Il Comune non deve fare cassa vessando i cittadini" ha sottolineato Roberto Moine.
Il sindaco ha respinto nettamente i giudizi espressi sul tecnico che ha predisposto la stima, precisando che i due casi citati da Moine sono diversi. Alla fine l’argomento, su proposta del vice sindaco Silvio Ferrato, è stato rinviato.


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